Più faglie che certezze lo studio di Ingv riaccende il dibattito su ponte e rischio sismico | le rassicurazioni della Stretto
Lo studio dell’Ingv pubblicato su Tectonophysics rivela che l’area dello Stretto di Messina presenta più faglie attive di quanto si pensasse, aumentando le preoccupazioni sul rischio sismico. La ricerca indica una maggiore complessità nel sottosuolo, con potenziali scosse che potrebbero coinvolgere anche il futuro ponte. Le autorità locali, che avevano rassicurato sulla sicurezza dell’opera, devono ora rivedere le proprie valutazioni. La questione del rischio sismico diventa centrale nel dibattito pubblico sulla realizzazione dell’infrastruttura.
Le nuove evidenze scientifiche sul rischio sismico sollevano interrogativi sul progetto. Tozzi invita a approfondimenti. La società: "Non mette in discussione il quadro sismotettonico su cui si basa il Progetto definitivo, ma anzi lo rafforza" Lo Stretto di Messina torna al centro dell’attenzione scientifica e politica: le prime reazioni al recente studio Ingv, pubblicato su Tectonophysics, hanno riaperto la questione del Ponte, l’infrastruttura che da decenni divide esperti, oppositori e sostenitori. Non sorprende, quindi, che ogni nuova mappa sismica scateni commenti e polemiche, tra chi invita alla prudenza e chi rassicura sulla solidità dei piani già approvati. A rompere il ghiaccio è Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, che dal suo osservatorio invita a non farsi incantare dalle promesse di cemento e acciaio: “L’Ingv pubblica un nuovo studio sulla sismotettonica dello Stretto di Messina da cui emerge che le cose sono molto più complesse di quanto si pensasse. 🔗 Leggi su Messinatoday.it
Le faglie sotto il ponte sullo Stretto di Messina sono più complicate di quanto si pensavaUna nuova analisi rivela che le faglie sotto il ponte sullo Stretto di Messina sono più complicate di quanto si credesse.
Ponte sullo Stretto, cosa dice il nuovo studio geologico. Tozzi: “Le cose sono più complesse di come si pensava”Il nuovo studio geologico condotto dall'INGV e dal CNR rivela che il terreno sotto lo Stretto di Messina è più complesso di quanto si credesse.