La paradossale campagna per il No di Giovanni Salvi ex pg della Cassazione
“Se noi magistrati ci fossimo autoriformati non si sarebbe giunti a questa riforma da parte della politica”, ha detto ieri al Foglio in modo efficace la giudice Natalia Ceccarelli, componente del direttivo dell’Anm. Ed è paradossale che tra i più attivi sostenitori del No al referendum ci sia oggi l’ex magistrato Giovanni Salvi, che proprio nel periodo successivo allo scandalo Palamara è stato procuratore generale della Cassazione, quindi titolare dell’azione disciplinare nei confronti delle toghe. Se lo scandalo si è risolto in una sorta di amnistia generalizzata (esclusa la punizione di pochi capri espiatori) è proprio a causa di una serie di decisioni adottate da Salvi e che vale la pena ricordare. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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