Alzheimer | scoperta sinergia SST1 SST4 un nuovo approccio per degradare la beta-amiloide e migliorare la memoria
Una ricerca ha scoperto che i recettori SST1 e SST4 lavorano insieme per scomporre la beta-amiloide, una proteina coinvolta nell’Alzheimer. Questa scoperta apre la strada a nuovi trattamenti che potrebbero migliorare la memoria delle persone colpite. Gli scienziati hanno osservato come questa sinergia possa accelerare la degradazione delle placche nel cervello. La scoperta si basa su studi condotti sui modelli animali, che hanno mostrato risultati promettenti.
Una Nuova Frontiera nella Lotta all’Alzheimer: Svelato il Ruolo dei Recettori SST1 e SST4. Una svolta significativa nella ricerca sull’Alzheimer potrebbe essere all’orizzonte. Uno studio congiunto tra il Karolinska Institutet in Svezia e il RIKEN Center for Brain Science in Giappone ha identificato due recettori cerebrali, SST1 e SST4, che regolano l’attività di un enzima chiave nella degradazione della beta-amiloide, la proteina che si accumula nel cervello dei pazienti affetti dalla malattia. La scoperta, pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease, apre nuove prospettive terapeutiche e potrebbe portare a trattamenti più accessibili rispetto agli approcci attuali.🔗 Leggi su Ameve.eu
Angiopatia amiloide cerebrale, cos’è e come può aumentare il rischio di demenza e AlzheimerL’Angiopatia amiloide cerebrale è una condizione che colpisce i vasi sanguigni nel cervello.
Alzheimer, scoperto un nuovo modo per rallentare la perdita di memoria e i sintomi inizialiUn nuovo studio apre una strada contro l’Alzheimer.
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Alzheimer, nuovi target contro le placcheStudio di Karolinska Institutet e RIKEN Center for Brain Science individua due recettori che attivano la degradazione della beta-amiloide. msn.com
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Se l’arrivo dei nuovi farmaci per l’Alzheimer ha cambiato il paradigma di cura di questa malattia neurodegenerativa, la scoperta di un farmaco in grado di intervenire ancora prima e prevenirla sarebbe una vera e propria rivoluzione. facebook
Alzheimer, individuati due fattori genetici che proteggono i “super anziani”. La scoperta emerge da un ampio studio internazionale condotto su circa 18.000 anziani provenienti da otto Paesi. Scopri di più bit.ly/40eI6Nz #salute #health #sicurezza #SuperAbil x.com
