Nevada le sex worker si ribellano | Vogliamo un ambiente di lavoro sicuro E ora pensano a un sindacato tutto loro

Le sex worker del Nevada si sono sollevate contro le condizioni di lavoro, chiedendo un ambiente più sicuro. La protesta nasce dopo anni di criticità alle quali le lavoratrici vogliono rispondere creando un sindacato dedicato. Questo passo rappresenta una novità nel settore e potrebbe cambiare le regole del gioco negli Stati Uniti.

Nell’unico Stato americano dove la prostituzione è consentita per legge, il Nevada, le dipendenti di uno dei bordelli più antichi della zona stanno cercando di diventare le prime negli Stati Uniti a creare un proprio sindacato. «Vogliamo le stesse cose che vuole qualsiasi altro lavoratore: un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso», ha spiegato Jupiter Jetson, nome d’arte di una delle lavoratrici dello Sheri’s Ranch, che ha preferito non rendere pubblico il proprio nome per timore di ritorsioni. Le tensioni e il nuovo contratto. La mobilitazione è esplosa dopo che, secondo i legali del nascente sindacato, la direzione del bordello avrebbe mandato a casa tre sex worker nell’ultima settimana e minacciato altre di licenziamento, se non avessero firmato un nuovo contratto ritenuto controverso.🔗 Leggi su Open.onlineImmagine generica

Nevada, le sex workers chiedono un sindacato: “Vogliamo un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso”

Le prostitute di Pahrump, Nevada, hanno deciso di formare un sindacato dopo aver firmato contratti che limitano i loro diritti e aumentano le pressioni sul loro lavoro.

Roma, 44 enne derubato da un sex worker

A Roma, un uomo di 44 anni è stato vittima di un furto da parte di un sex worker.

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