Il gotico siciliano tra cinema e letteratura

Il nome di Sicilia si associa a un gotico particolare, nato sotto il sole forte e accecante dell’isola. La luce intensa del mezzogiorno, invece di schiarire, crea ombre profonde, rendendo i volti e i paesaggi più misteriosi. Questa luce spezza le atmosfere tradizionali del genere, dando vita a storie che si sviluppano tra chiaroscuri e paure nascoste. In questa regione, cinema e letteratura hanno sfruttato questa dualità per raccontare storie di inquietudine e magia.

In Sicilia il gotico non nasce dall’ombra: nasce dalla luce. È la luce violenta del mezzogiorno a generare oscurità, a scavare i volti, a trasformare il paesaggio in una presenza inquieta. Con Lo Scuru, Giuseppe William Lombardo porta sullo schermo l’universo narrativo di Orazio Labbate, dando forma a un gotico mediterraneo che non cerca il brivido ma la profondità, non l’orrore ma la memoria. A breve distanza l’uno dall’altro – Lombardo attraverso il cinema, Labbate con il nuovo romanzo Chianafera (NN Editore) – torna il racconto della Sicilia non come scenario pittoresco, ma come corpo vivo, stratificato, carico di passato. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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