Ricerca nuove farine proteiche dagli scarti per una alimentazione più sostenibile
Ricerca, nuove farine proteiche dagli scarti per una alimentazione più sostenibile. Giovanni Ricci, ricercatore italiano, ha sviluppato un metodo innovativo per ottenere farine proteiche dai sottoprodotti agroalimentari, come bucce di frutta e residui di cereali, riducendo così gli sprechi e rendendo più sostenibile la produzione alimentare. A differenza di altre tecniche, questa utilizza processi di fermentazione naturale, che non richiedono sostanze chimiche, e permette di ottenere un prodotto ricco di proteine senza intaccare le risorse naturali.
Nuovi alimenti proteici (NPF- Novel Protein Foods) da fonti non convenzionali come sottoprodotti agroalimentari, funghi, batteri, insetti e alghe. È quanto metterà a punto il progetto europeo PROTEIN4IMPACT (Impact of alternative protein sources to improve nutrition, finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe) da 5,3 milioni di euro, al quale partecipano 18 partner di 13 Paesi europei, tra cui per l’Italia Enea, Cnr e Consorzio In.Bio. Il progetto mira a valutare le caratteristiche nutrizionali, sanitarie, di sicurezza e di qualità degli NPF derivati da fonti non convenzionali, analizzandone al contempo l’impatto ambientale e socioeconomico. “Il consumo di proteine è indispensabile per l’alimentazione e la salute umana. Tuttavia, il modello tradizionale di produzione, basato prevalentemente sui grandi allevamenti animali, comporta costi ambientali e sociali che necessitano di un’alternativa”, spiega il referente Enea del progetto Antonio Molino, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità. 🔗 Leggi su Ildenaro.it
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