Flotilla Gaza ci risiamo | la nuova missione umanitaria divide il mondo Aiuti o attacco politico? Chi organizza e chi finanzia davvero

La nuova flotilla diretta verso Gaza, prevista per la primavera del 2026, si presenta ufficialmente come una missione umanitaria internazionale, ma già si sollevano dubbi sul suo vero scopo: alcuni accusano che dietro ci siano interessi politici e di propaganda piuttosto che aiuti concreti alla popolazione palestinese.

La nuova flotilla diretta verso Gaza, prevista per la primavera del 2026, si presenta ufficialmente come una missione umanitaria internazionale. Decine di imbarcazioni, centinaia di attivisti, migliaia di volontari annunciati. Medici, tecnici, parlamentari, studenti. Tutti riuniti sotto la bandiera di una causa che si definisce civile e umanitaria: rompere il blocco navale israeliano e consegnare aiuti direttamente alla popolazione della Striscia. Ma dietro la retorica pubblica, dietro le immagini delle navi e degli attivisti, dietro le dichiarazioni ufficiali, emergono interrogativi sempre più insistenti, sollevati non solo dal governo israeliano ma anche da osservatori internazionali, analisti e perfino da alcune fonti diplomatiche europee. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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© Thesocialpost.it - Flotilla Gaza, ci risiamo: la nuova missione “umanitaria” divide il mondo. Aiuti o attacco politico? Chi organizza e chi finanzia davvero

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