Quasi nessuno si sposa per colpa degli anni Settanta

“Trent’anni di mutui e figli ingrati”. Il romanzo di Massimiliano Fiorin, “Il Re di Picche” (Il Timone), ha per protagonista un uomo di mezza età, marito accomodante di una moglie all’improvviso insofferente. Temendo che lei stia per dirgli “Non ti amo più”, la formula idiota del divorzio contemporaneo, va dall’avvocato che gli spiega tutto: “Se decide di chiudere, tu te ne vai. Paghi, e se ti va bene vedi i figli due fine settimana al mese. Dove andrai a vivere, se a casa dei genitori, in macchina o sotto un ponte, è interamente affare tuo”. Il legale, che ne ha viste tante, passa dunque alle conseguenze collettive: “Il matrimonio è diventato un oggetto a perdere. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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