La mia vita da schiavo Lavoravo 14 ore al giorno e anche la domenica Pagato 3 euro l’ora
Prato, 8 febbraio 2026 – Magazzini asettici con venti, trenta persone a testa bassa sui vestiti. Occhi intenti a non tralasciare neppure il minimo particolare di quel capo, ogni bottone, cerniera, cucitura. Ago Presta: “La discoteca sta morendo, troppi delinquenti e poca sicurezza. Io ho paura per i miei figli” Tutto questo per 12, 13, 14 ore di fila senza mai poter staccare un attimo. Non esistono ferie, non esistono festività, giorni liberi o malattie: lo stipendio dipende da quanti capi si è riusciti a confezionare a fine mese. Una corsa contro il tempo che scorre rapido sotto l’ago della macchina da cucire e non lascia spazio per altro. Era la vita, fino a poco tempo fa, di Tariq Tazeem, ed è tuttora la vita di migliaia di lavoratori impiegati in alcune aziende del pronto moda, lato oscuro del fast fashion. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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