Rotterdam nuovi sguardi per decolonizzare l’immaginario

A Rotterdam si tiene un festival che sta crescendo di anno in anno. Nonostante la sua espansione, gli organizzatori sottolineano che ci sono ancora spazi per incontrarsi e scambiare idee. La rassegna continua a attirare pubblico e artisti, mantenendo vivo il dialogo sulle nuove prospettive per decolonizzare l’immaginario collettivo.

IFFR Il cinema ibrido e indipendente al festival, fedele alla sua vocazione di ricerca e scoperta. L’ereditĂ  dell’Angola in «My Semba» di Hugo Salvaterra, la fuga dall’autoritarismo vietnamita in «Unerasable!» IFFR Il cinema ibrido e indipendente al festival, fedele alla sua vocazione di ricerca e scoperta. L’ereditĂ  dell’Angola in «My Semba» di Hugo Salvaterra, la fuga dall’autoritarismo vietnamita in «Unerasable!» «Questo festival è davvero cresciuto eppure ci sono ancora occasioni per incontrarsi» – commenta uno storico frequentatore della rassegna olandese. Le leggende intorno alle origini di una comunitĂ  festivaliera sulle barche nel vecchio porto, meta dell’underground sperimentale e indipendente che arrivava lì da ogni parte del mondo fluttuano ancora nell’aria un po’ come il mito dell’Hotel Centraal, ora ripulito, un tempo ambitissimo nonostante le condizioni precarie, lì fino a notte fonda Jonas Mekas improvvisava alla fisarmonica, qualcun altro al pianoforte. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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