La bella provocazione di Aronofsky | una serie fatta con l’Ai che spacca gli addetti ai lavori
Il monitoraggio delle politiche culturali è in Italia un’attività non agevole, anche perché i quotidiani “mainstream” continuano a privilegiare il racconto delle attività di attrici ed attori rispetto ai meccanismi strutturali di funzionamento del sistema, che sono soprattutto istituzionali, economici, giuridici, in sostanza politici. In altri Paesi – la Francia in primis – l’iter della nuova legge sul cinema e l’audiovisivo costituirebbe materia di dibattito pubblico e mediatico, per le sue implicazioni strategiche sul piano culturale, industriale, sociale, oltre che estetico-artistico. E ci sarebbe da scriverne: mi limito a segnalare come ha titolato Ansa un dispaccio di martedì 3 febbraio: “Rai, Rossi: la normativa sul tax credit non ha rafforzato l’audiovisivo italiano”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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