Eutanasia forzata? Non lede i diritti umani
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha preso una decisione che sta facendo discutere. La Francia era sotto accusa perché aveva autorizzato i medici a mettere fine alla vita di un paziente in stato vegetativo, anche se nel suo testamento biologico aveva scritto di voler essere mantenuto in vita. La sentenza ha scagionato Parigi, sostenendo che non si tratta di un’ingiustizia o di una violazione dei diritti umani. La questione ora divide esperti e famiglie, perché mette in discussione i limiti tra tutela della vita e rispetto delle volontà del paziente.
Sentenza pazzesca della Corte di Strasburgo: scagionata la Francia, che aveva autorizzato i medici a sopprimere un paziente in stato vegetativo, benché nel biotestamento avesse scritto di voler essere tenuto in vita. «Richiesta manifestamente inappropriata». Meno male che eravamo complottisti. Meno male che, sul fine vita, si trattava di garantire la libertà di scegliere e non di imporre una cultura di morte. Da ieri, invece, la deriva tanatologica dell’Europa ha ricevuto persino il bollino della Corte europea dei diritti dell’uomo: una sua sentenza ha confermato che i medici possono interrompere i trattamenti necessari alla sopravvivenza di un paziente, lasciandolo morire anche contro la sua volontà e anche se quella volontà era stata messa nero su bianco su un testamento biologico. 🔗 Leggi su Laverita.info

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