Sentenza politica processo farsa Parla il padre di Maja T
Wolfram Jarosch, padre di Maja T., si scaglia contro la decisione di estradare sua figlia in Ungheria. Da quando è stata arrestata e poi trasferita, lui denuncia che si tratta di un procedimento che ha più i toni di una messa in scena politica che di un vero processo. La Corte costituzionale di Karlsruhe ha già bocciato l’estradizione, ma le autorità ungheresi hanno comunque portato avanti le operazioni. Ora Jarosch chiede che venga fatta chiarezza e che si faccia giustizia per sua figlia.
Intervista Wolfram Jarosch: «Ricorreremo in appello, ma questo significa che Maja resterĂ ancora molti mesi, forse anche un anno, in Ungheria. In isolamento» Intervista Wolfram Jarosch: «Ricorreremo in appello, ma questo significa che Maja resterĂ ancora molti mesi, forse anche un anno, in Ungheria. In isolamento» Wolfram Jarosch è il padre di Maja T. Dal giorno del suo arresto e soprattutto da quello della sua estradizione in Ungheria, giudicata illegale dalla Corte costituzionale di Karlsruhe, si batte per i diritti della figlia (usiamo il femminile, ma è una persona non binaria, ndr). Ha scritto appelli, partecipato a manifestazioni e persino tenuto una lunga marcia solitaria verso Berlino. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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C’è una domanda che ci facciamo tutti, ogni volta che succede qualcosa. Una legge che passa, una sentenza che fa discutere, una decisione politica che sembra assurda. E la domanda è sempre questa: “Ma potevano farlo” A volte la risposta è sì. A volte è n facebook
Non mi aspetto buone notizie dalla sentenza su Maja T. e Gabriele M., prevista per oggi. In un Paese dove l’antifascismo è considerato terrorismo, dove il capo del governo rivendica apertamente il carattere di “democrazia illiberale” del proprio sistema politico x.com
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