Elogio degli allenatori noiosi per vincere non serve essere persone brillanti New York Times

Michael Carrick sta portando avanti il suo lavoro a Manchester United senza fare troppo rumore. Amato o criticato, il suo modo di allenare si basa sulla semplicità e sulla costanza. Non cerca strategie sorprendenti, ma punta sulla disciplina e sulla solidità. Con questa filosofia, spera di riportare i Red Devils tra le prime posizioni.

Michael Carrick sta risollevando il Manchester United a colpi di noia. Era considerato noioso da giocatore (e invece no, non lo era affatto), e tale è considerato da allenatore. Ma il punto è che l’essere noiosi,  nel calcio turbo-comunicato di oggi, è un valore. O, almeno, così la pensa il New York Times. “La capacità di Carrick di essere noioso dovrebbe essere utile, poiché i manager stanno lentamente capendo che non ha quasi alcun valore dire qualcosa di interessante durante le conferenze stampa. Il maestro in questo campo è Zinedine Zidane, un giocatore incredibilmente talentuoso ma un allenatore in modalità “Champions League Weekly” permanente, che parla fluentemente tre lingue diverse e, allo stesso tempo, sente di averle appena imparate tutte e quindi non vuole correre rischi con il vocabolario.🔗 Leggi su Ilnapolista.it

elogio degli allenatori noiosi per vincere non serve essere persone brillanti new york times
© Ilnapolista.it - Elogio degli allenatori “noiosi”, per vincere non serve essere persone brillanti (New York Times)

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