Nel malinconico My Father' s Shadow il ricordo personale si impasta alla memoria storica
Nel 1993 in Nigeria, due fratelli giocano fuori casa mentre aspettano il ritorno del padre. I bambini sono Godwin Chiemerie Egbo e Chibuike Marvellous Egbo, due giovani che condividono un pomeriggio di innocente spensieratezza. La scena si svolge in un quartiere qualunque, ma il loro attimo di normalità viene spezzato da qualcosa di più grande, più oscuro.
Nigeria, 1993. Due giovani fratelli (i veri fratellini Godwin Chiemerie Egbo e Chibuike Marvellous Egbo) giocano fuori di casa aspettando l’arrivo del padre. E questa attesa ha subito i contorni di un’attesa beckettiana: il padre arriva o non arriva? La giornata passa e passa ancora, poi questo padre (Sope Dirisu) compare quasi per magia. Ed è proprio da un incantesimo che pare avvolto “My Father’s Shadow”, film nelle sale dal 6 febbraio distribuito da MUBI e con cui il regista Akinola Davies Jr. esordisce al lungometraggio. “Ti verrò in sogno” si ripetono i due bambini, che sembrano evocare la figura paterna quasi che sia creatura mitologica in cui la pellicola specchia le speranze personali e le speranze di una nazione in vertigine di cambiamento.🔗 Leggi su Today.it
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