Dall’alternativa originaria alla crisi dell’integrazione europea
L’Italia si trova di fronte a un dibattito che risale alle origini dell’Unione Europea. Da sempre, si discute tra un modello di ordine federale o confederale. La scelta tra queste due strade ha accompagnato tutto il percorso di unificazione, influenzando le decisioni e le politiche adottate finora. La questione continua a dividere gli esperti e i politici, che si confrontano su quale modello possa garantire stabilità e crescita per l’Europa.
L’alternativa tra ordine federale e ordine confederale accompagna l’intero processo di unificazione europea sin dalle sue origini. Essa non rappresenta una divergenza teorica astratta, ma una frattura strutturale che riguarda la natura del potere, della sovranità e della responsabilità politica in Europa. Fin dalla fase fondativa, il progetto europeo è stato attraversato da due visioni opposte: da un lato quella confederale, incarnata da Winston Churchill, promotore di un’Europa degli Stati coordinata attraverso il Consiglio d’Europa; dall’altro quella federale, rappresentata da Jean Monnet, artefice della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, che concepiva l’integrazione come trasferimento progressivo di sovranità funzionale verso istituzioni comuni, dotate di autonomia decisionale e capacità di orientamento strategico. 🔗 Leggi su Formiche.net

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