Quando la poesia sudcoreana torna a cantare e perché il K-pop c’entra più di quanto sembri
La poesia coreana torna a essere una voce che canta, più vicina alla tradizione di un tempo. Dopo decenni di divisione tra parola e musica, il ritorno del K-pop e le nuove tendenze culturali stanno portando i versi a risuonare di nuovo con ritmo e corpo. La musica e la poesia, in Corea, sono sempre state strettamente legate, e ora sembra che questa connessione stia rinascendo, sfidando le distinzioni imposte dal Novecento.
Per secoli, in Corea, la poesia non è mai stata soltanto scrittura, ma voce, ritmo, corpo, un atto pronunciato prima ancora che fissato sulla pagina, e solo il Novecento — con l’arrivo della cultura occidentale, l’affermazione della stampa e la separazione progressiva tra parola e suono — ha imposto quella frattura che ha collocato la poesia da una parte e la musica dall’altra, una divisione che, per il professor Choi Dongho, non appartiene alla natura profonda della cultura coreana, ma a un preciso passaggio storico che ha modificato il modo stesso in cui il linguaggio è stato pensato e vissuto. 🔗 Leggi su Panorama.it

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