Strage di piazza della Loggia al processo l’alibi di Zorzi | un altro mistero
La Corte d’Assise di Brescia ascolta nuovamente le spiegazioni di Roberto Zorzi sull’alibi. L’ex ordinovista veronese, imputato come uno dei presunti esecutori della strage del 1974, ha ripetuto di essere stato altrove quel giorno. La sua versione dei fatti non convince ancora del tutto, e il processo si concentra sui dettagli delle sue dichiarazioni. La vicenda resta avvolta da misteri e dubbi irrisolti.
Brescia, 29 gennaio 2026 – I misteri dell’ alibi di Roberto Zorzi sono tornati al centro dell’attenzione della Corte d’Assise l’altroieri, in occasione dell’ultima udienza del processo per la strage di piazza della Loggia, nel quale è imputato come uno dei presunti esecutori material i l’ex ordinovista veronese. In videocollegamento dalla Calabria è stato sentito l’ottantaseienne ex carabiniere Antonino Alati, nel 1974 vicebrigadiere in forza a Verona. La notte tra il 28 e il 29 maggio Alati fu mandato dal suo comandante a cercare Zorzi per verificare dove fosse stato la mattina del 28. Il settantatreenne ex marmista, da anni naturalizzato negli Usa, a Seattle, dove ha messo su famiglia (ha cinque figli) e dove alleva dobermann, avrebbe declinato un alibi in maniera irrituale, senza firmare nulla, il cui contenuto finì in un appunto scritto da Alati confluito in un rapporto dell’allora capitano Francesco Delfino - comandante del nucleo di Brescia - del 7 agosto seguente. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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