Operaio beve alcol cade in cantiere e muore sul colpo Cassazione | L’ebbrezza non salva il datore di lavoro

La Cassazione ha confermato la condanna di un datore di lavoro per la morte di un operaio avvenuta in un cantiere. L’uomo, che aveva bevuto alcol, è caduto da un’impalcatura a circa dieci metri di altezza e si è schiantato al suolo, morendo sul colpo. La sentenza chiarisce che l’ebbrezza non può essere una scusa per evitare responsabilità.

La Cassazione ha condannato un datore di lavoro per la morte in cantiere di un suo operaio. L’uomo era precipitato giĂą da un’impalcatura a un’altezza di dieci morti ed era morto sul colpo. La Corte d’Appello aveva condannato il titolare e lui aveva fatto ricorso perchĂ© il suo dipendente aveva in corpo un tasso alcolemico di 0,46 al momento dell’ incidente. Ma la Suprema corte ha confermato la sentenza con ferme motivazioni. “L’ ebbrezza non salva il datore di lavoro” perchĂ© secondo i giudici “lo stato di ebbrezza, anche se provato, non vale a escludere la responsabilità” perchĂ© “l’area di rischio è governata dal datore”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - Operaio beve alcol, cade in cantiere e muore sul colpo. Cassazione: “L’ebbrezza non salva il datore di lavoro”

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