A proposito di Guerre culturali e neoliberismo | botta e risposta
Questa mattina, sul sito di il manifesto, è scoppiata una nuova polemica tra autori e commentatori. La discussione ruota intorno al libro “Guerre culturali e neoliberismo”, che mette in discussione alcune convinzioni sulla libertà individuale e le identità. Un autore ha scritto che essere donna o non-bianca non ti esenta da certe responsabilità e critiche. La risposta non si è fatta attendere, e il dibattito continua a infiammare le pagine online.
nel mio libro Guerre culturali e neoliberismo ho scritto una cosa molto semplice. Il tuo essere donna o il tuo essere una persona non-bianca non ti esenta dal dover vendere la tua forza lavoro a qualcun altro, né da essere vittima di processi estrattivi di plusvalore. Come tale la tua identità non ti pone fuori dalla classe, ma anzi rende diversa e ancora più dura la tua condizione di classe, perché il capitale si serve di stilemi culturali (patriarcato, razzismo, ecc.) per sfruttarti e opprimerti ancora più violentemente. Mi rifacevo, fra le altre cose, a una notevole intuizione di Angela Davis: «Se i Neri subivano la brutalità del linciaggio, era perché la povertà li aveva resi il gruppo di lavoratori più vulnerabile di tutti». 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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A proposito di Guerre. Un film che merita di essere visto. È tratto da una storia vera. Il primo ed unico caso nella storia di un uomo che decide di arruolarsi senza usare armi. Lo bullizzano e gli fanno violenza. Lui resta fermo nella sua decisione. Si appella alla - facebook.com facebook
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