Povero diavolo Innocuo come un pettirosso
Negri Aveva due acuti occhi neri, di rabbia disperata, come di un turco a Lepanto. O anche di un turco a Lurate Caccivio, se gli giravano le scatole e si sentiva accerchiato. Calzava scarpe stallonate, con le quali andava ciabattando per il borgo, estate e inverno. Aveva un bastone per puntellare il suo baricentro e tenere a distanza i monelli o i bambini in genere, con lui sempre irridenti quando non ne avevano paura. Era il vago tempo in cui, dietro al villaggio, quelli come lui non si nascondevano nell’ignavia della normalità e dell’ipocrisia, ma battevano le strade in libertà vigilata, alla ricerca del loro senno o, ai più bastandogli, di sé medesimi. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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