Il carabiniere tradito dalla giustizia per le false accuse di un marocchino
Il carabiniere accusato ingiustamente da un marocchino si trova in isolamento, sotto pressione e ricattato dal pubblico ministero. Dopo aver pensato al suicidio, decide di non arrendersi e si mette a combattere per dimostrare la sua innocenza, deciso a riappropriarsi della sua vita e della sua reputazione.
Il militare si ritrova in isolamento e sotto il ricatto del pm. Pensa al suicidio, ma poi decide di combattere per le persone che ama, dimostrando la sua completa innocenza. Dopo oltre un anno di galera. Quella che leggete in questo articolo è una storia esemplare, paradigmatica del momento in cui viviamo, in cui alcuni magistrati contestano o contraddicono gli atti dei rappresentanti delle forze dell’ordine. È una storia che meriterebbe grande visibilità, un film o una serie tv, per intenderci. Condensata in un libro intitolato Il punto di fuga, scritto da Guido Mezzera (postfazione di padre Mauro-Giuseppe Lepori, nella foto la copertina) e pubblicato dall’editore Cantagalli, che racconta i fatti contenuti nel diario dal carcere di un carabiniere, detenuto eccellente. 🔗 Leggi su Laverita.info

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