Sei taglia 48 se ti piace mangiare non è colpa nostra cliente va dagli avvocati
Una cliente con taglia 48, dopo aver contattato un negozio online per un cappotto, ha ricevuto una risposta che ha suscitato polemiche: “Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra”. La frase, ritenuta offensiva, ha portato la donna a rivolgersi a un avvocato. Questo episodio mette in luce l’importanza di un linguaggio rispettoso e professionale nel servizio clienti.
Tempo di lettura: < 1 minuto “Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra”. È quanto si è sentita dire la cliente di un negozio con il quale si era messa in contatto telefonico dopo avere visto on-line un cappotto che le interessava. “Sono stata vittima di body shaming”, dice la donna che si è rivolta agli avvocati Angelo e Sergio Pisani per far valere le sue ragioni. L’episodio risale allo scorso 13 gennaio: dopo avere notato sul web il capo che le interessava, la donna ha telefonato al negozio per chiedere se di quel capo ci fosse la taglia 48. La persona all’ altro capo del telefono ha risposto che non c’era la 48 e quando la donna ha replicato si è sentita rispondere “se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra”.🔗 Leggi su Anteprima24.it
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Non sono uno che fa selezione, mi piace pescare tutti i pesci e di qualsiasi taglia. Ma quando sei a bolo e in un fiumotto,dove in genere la taglia è piccola o media, trovarsi a guadino un pesce così è una grossa soddisfazione link video nei commenti! #pesca - facebook.com facebook
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