Perché il capo di Ryanair merita un elogio
C’è qualcosa di profondamente salutare nel modo in cui Michael O’Leary parla. Non perché abbia sempre ragione, non perché sia elegante nei toni – non lo è mai – ma perché dice quello che pensa senza chiedere il permesso. In un’epoca in cui il capitalismo globale cammina sulle uova, intimorito dal potere politico e terrorizzato dall’idea di essere cancellato da un tweet presidenziale, il capo di Ryanair fa l’opposto: alza la voce, chiama le cose con il loro nome, si prende il rischio. Testo realizzato con AI Definire Donald Trump un bugiardo e storicamente nel torto su Ucraina, Russia e dazi non è solo una provocazione. E’ una rarità. Il mondo delle grandi imprese, soprattutto quando ha interessi negli Stati Uniti, tende alla genuflessione preventiva. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

Leggi anche: XFactor. Delia, perché merita la semifinale: adesso è il momento di votarla
Leggi anche: “Ecco perché è un politico eccezionale”, l’elogio dell’Economist a Meloni
Contenuti e approfondimenti su Perché il capo di Ryanair merita un...
Si parla di: Più della bolla, la bolletta. Il capo di Microsoft spiega all'Europa perché non vincerà la corsa dell'AI (di A. Sarno); Un capo ambizioso, migliaia di nuovi prodotti: perché Dreame potrebbe diventare tra i più grossi brand consumer al mondo; Se hai un capo di Valentino nell’armadio vale oro: perché il valore schizzerà alle stelle; Pandoro-gate, Chiara Ferragni prosciolta perché non è stato riconosciuto il reato di truffa aggravata.
Perché il capo di Ryanair merita un elogioMichael O’Leary rompe il silenzio conformista delle grandi aziende europee definendo Trump bugiardo e difendendo un’Europa dei voli low cost contro burocrazia e protezionismi ... ilfoglio.it
Più della bolla, la bolletta. Il capo di Microsoft spiega all'Europa perché non vincerà la corsa dell'AIEnergia, infrastrutture e accesso ai dati: secondo il CEO di Microsoft l’intelligenza artificiale è una tecnologia industriale prima che digitale. Senza ... huffingtonpost.it
Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata, gli mollò uno schiaffo. Perché Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale, aveva fatto quello che nessuno degli agenti della penitenziaria aveva osato fare: perquisirlo. Erano saliti da lui, - facebook.com facebook