Zone 30 a Bologna bocciate dal Tar Bergamo tira dritto | Nostra impostazione pragmatica mai ideologica
Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il piano “Bologna Città 30”, stoppando così le zone 30 nella città emiliana. La decisione ha riacceso il dibattito sulle restrizioni di velocità in ambito urbano, con Bergamo che continua a mantenere la propria impostazione pragmatica e senza intenti ideologici. La questione evidenzia diverse posizioni sulla gestione della mobilità e della sicurezza nelle aree cittadine.
B ergamo. La sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che ha annullato il piano “Bologna Città 30” ha riacceso il confronto a livello nazionale sulle zone urbane a velocità ridotta. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato da due tassisti, bocciando di fatto l’applicazione estesa del limite dei 30 kmh sul 70% delle strade cittadine. Alla base della decisione, la mancanza di motivazioni puntuali, strada per strada, come richiesto dal Codice. Una battuta d’arresto per l’amministrazione Pd guidata dal sindaco Matteo Lepore, che però non intende arretrare: “Metteremo in campo un provvedimento nuovo dove motiveremo le scelte strada per strada, in linea con quanto ci chiede Tar”, ha spiegato, ricordando come dall’introduzione del piano la mortalità per incidenti stradali sia diminuita del 47% e il numero dei feriti di oltre il 10%. 🔗 Leggi su Bergamonews.it
Il Tar boccia le zone 30 di Bologna, ma Roma tira dritto. Ecco perché la sentenza non spaventa il CampidoglioIl Tribunale Amministrativo ha respinto il ricorso contro le zone 30 a Bologna, ma Roma ha deciso di mantenere le proprie misure.
“Bologna Città 30 non si ferma, pronto il nuovo piano”: dopo la sentenza del Tar Lepore tira dritto e attacca il governo. Ecco cosa farà il ComuneBologna Città 30 prosegue il suo percorso nonostante la sentenza del Tar che ha bocciato il limite di 30 kmh in gran parte della città.