Quando Warhol era un designer di moda
Prima delle lattine di zuppa, prima dei volti di Marilyn moltiplicati all’infinito, prima che la Pop Art riscrivesse le regole dell’arte contemporanea, Andy Warhol disegnava. Disegnava per la moda, per le riviste, per i grandi magazzini americani. Disegnava superfici destinate a essere indossate, toccate, vissute. È da questa origine meno nota, ma decisiva, che prende forma “Andy Warhol. Pop Art & Textiles”, la mostra che fino al 6 aprile porta a Biella uno dei progetti espositivi più originali mai dedicati all’artista americano. Ospitata tra Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero, l’esposizione costruisce un racconto inedito che intreccia arte, moda, design e produzione industriale, restituendo l’immagine di un Warhol complesso, stratificato, ben lontano dalla semplificazione iconica a cui siamo abituati. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

Quando il radioattivo era «chic». Prodotti e vittime di una moda letaleNegli anni '20 e '30, il radioattivo era considerato una tendenza alla moda, un simbolo di modernità e innovazione.
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The Designers behind MARILYN’s 2,500-Rhinestone Dress
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