La ferocia del male mistero insondabile
Il coltello. Il fuoco. L'escavatrice. Le parole non bastano. Non basta parlare di omicidio, non basta parlare di femminicidio, non basta evocare i precedenti che pure sono atroci. Il nostro linguaggio, che in qualche modo ci protegge, sta stretto intorno all'orrore di Anguillara, alla morte di Federica, l'ingegnere che sognava una nuova vita, alla furia senza aggettivi, perché spuntati, scatenata dal marito, Claudio Carlomagno. È un film che abbiamo già visto nel passato, ma questa volta c'è qualcosa in più che è difficile decifrare e forse è giusto lasciare lì, nel fondo limaccioso delle nostre incertezze. Fragilità che riflettono le angosce dei nostri tempi. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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