Tra gli sfollati del Grattacielo | Brande un pasto e speranze Costretti a vivere alla giornata
"Non sappiamo dove andremo. Un grazie di cuore a chi ci ospita". Il giorno dopo aver liberato lo spazio del Palapalestre, quasi quaranta sfollati hanno trovato ospitalità nei locali di via Mura di Porta Po, struttura gestita dall’associazione ‘Viale K’ di Domenica Bedin (qui hanno trovato sede anche i ‘Cittadini del Mondo’). Negli spazi dove si svolgono attività di dopo scuola, ora ci sono le brande per alcuni degli sfollati del Grattacielo, struttura dichiarata inagibile dopo il rogo. Provengono dal Senegal, Mali, Gambia, Pakistan, Marocco, Tunisia, Costa D’Avorio, Nigeria, Egitto e Cina. Aliu Jabbi del Gambia, abitava al diciassettesimo piano. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

"Fiera o ex ospedale Pellegrino": le proposte dei 5 Stelle per gli sfollati del GrattacieloIl Movimento 5 Stelle ha presentato proposte per la ricollocazione degli sfollati del Grattacielo, valutando opzioni come la Fiera o l’ex ospedale Pellegrino.
Incendio al Grattacielo, le associazioni giovanili universitarie unite per aiutare gli sfollatiIn seguito all’incendio del Grattacielo e alla conseguente emergenza, le associazioni giovanili universitarie di Ferrara, Gioventù Nazionale e Azione Universitaria, hanno unito le forze per sostenere gli sfollati.
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Tra gli sfollati del Grattacielo: "Brande, un pasto e speranze. Costretti a vivere alla giornata" - Dopo lo sgombero del palapalestre alcune associazioni accolgono chi è rimasto senza un tetto. ilrestodelcarlino.it