No al risarcimento e si incatena per protesta
Il 20 gennaio 2026, a Pistoia, Stefano Barli si è incatenato simbolicamente davanti al Campanile di piazza Duomo per protestare contro il rifiuto di un risarcimento. Con un gesto deciso e un cartello con la parola “Vergogna”, l’azione si inserisce in una serie di proteste pubbliche di lunga data, volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa vicenda. Un intervento che evidenzia il carattere pacifico e simbolico di una richiesta ancora aperta.
Pistoia, 20 gennaio 2026 – Con il vento fresco del mattino che già sibilava nel centro della città, alle 9 di ieri Stefano Barli – già conosciuto in città per aver messo in atto proteste eclatanti come quando, oramai più di dieci anni fa, salì a più riprese sul Battistero – si è simbolicamente incatenato a ridosso del Campanile di piazza Duomo: vestito in maniera pesante, con un pentolone al suo fianco pieno di carbone e il fuoco acceso per scaldarsi, un cartello giallo con scritto a caratteri cubitali “ Vergogna ”. Stavolta la protesta è per una causa in corso che riguarda uno dei suoi figli, inciampato per strada e infortunatosi in maniera seria, per la quale ritiene di aver diritto a un risarcimento (per la mancata sicurezza della pubblica via), oltre a non dover pagare le spese legali. 🔗 Leggi su Lanazione.it

© Lanazione.it - “No” al risarcimento, e si incatena per protesta
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