Referendum Alessandro Barbero spiega perché voterà No | Di fatto il governo potrà dare ordini ai magistrati

Alessandro Barbero ha condiviso le motivazioni del suo voto no al referendum sulla separazione delle carriere. In un video, l’autore evidenzia come questa riforma possa consentire al governo di influenzare indirettamente l’operato dei magistrati, sollevando dubbi sulla indipendenza della magistratura stessa. Di seguito, una sintesi del suo ragionamento e delle considerazioni che lo hanno portato a questa decisione.

“Ci ho messo un po’ a decidere di girare questo video in cui spiego le ragioni per cui voterò no”. Inizia così l’intervento con cui Alessandro Barbero spiega pubblicamente le ragioni del suo voto no al referendum sulla separazione delle carriere. Sono 4 minuti e mezzo di video, inviato dallo storico al Comitato “Società civile per il no”, guidato da Giovanni Bachelet, che lo ha pubblicato sul suo canale Youtube. Barbero mette in fila i motivi che lo hanno spinto a schierarsi contro la riforma del ministro Carlo Nordio. Parte da un elemento: “Il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudic. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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Referendum Giustizia, Barbero: “Il cittadino non è mai sicuro se giudici e pm prendono ordini dal governo”
Alessandro Barbero ha annunciato il suo voto contrario al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Con una riflessione pacata, sottolinea come il cittadino non possa avere certezza che giudici e pubblici ministeri siano liberi da influenze politiche. La sua posizione si basa sull’importanza di mantenere un sistema giudiziario indipendente, garantendo trasparenza e imparzialità nel processo decisionale.

Referendum sulla giustizia, il governo fissa la data, si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Ma il periodo potrebbe cambiare: ecco perché
Il governo ha stabilito il 22 e 23 marzo come date per il referendum sulla riforma della giustizia, confermando l’annuncio di Giorgia Meloni. Tuttavia, questa programmazione potrebbe subire modifiche in base a eventuali sviluppi o decisioni future. La consultazione si svolgerà nelle due giornate indicate, offrendo ai cittadini l’opportunità di esprimersi sulla proposta di riforma.

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