Paziente morì dopo un esame in Pronto Soccorso ma il medico non dovrà restituire all' Ausl i 480 mila euro dei danni

In un caso riguardante la morte di un paziente dopo un esame in Pronto Soccorso, l'Ausl Romagna aveva richiesto il pagamento di 480 mila euro a un medico coinvolto. Tuttavia, la decisione finale ha stabilito che il medico non dovrà restituire tale somma, mantenendo così l'importo già versato a titolo di risarcimento. Questa vicenda evidenzia le complessità legali e le responsabilità nei contesti di emergenza sanitaria.

L'Ausl Romagna gli chiedeva 480 mila euro dopo aver erogato un risarcimento per la morte di un paziente, ma il medico del Pronto soccorso che lo ebbe in cura non dovrà restituire quella somma. E' quanto ha stabilito la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, che con una sentenza depositata alcuni giorni fa ha prosciolto un dirigente medico dalle contestazioni mosse dalla Procura regionale del tribunale contabile per un presunto danno erariale indiretto. Il caso risale al 2011 all'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. E' qui che un paziente di 76 anni venne gestito, dopo una serie di esami, per il sospetto della dissecazione dell'aorta. 🔗 Leggi su Forlitoday.itImmagine generica

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