La finzione del bipolarismo e il ritorno del partito gialloverde filoputiniano
Negli ultimi giorni, il quadro politico italiano ha subito una svolta significativa, segnando la fine del bipolarismo tradizionale. La crisi sulla politica estera ha messo in discussione gli equilibri consolidati, rivelando un panorama più frammentato e complesso. Questo cambiamento evidenzia come le alleanze e le narrative politiche stiano evolvendo, aprendo la strada a nuovi scenari e sfide per il futuro del Paese.
In quarantotto ore il bipolarismo italiano è morto, disintegrato sulla politica estera. Un uno-due micidiale che ha mandato a tappeto il fantasma di un sistema politico. Le due presunte coalizioni non hanno retto neppure con i trucchetti del parolaio parlamentare: se mercoledì, al Senato, sull’Iran, il campo largo si era slabbrato per via della defezione dei contiani, ieri, a Montecitorio, sull’Ucraina, la parrucca unitaria del centrodestra è volata via scoprendo il dissenso della Lega. Dissenso ormai esplicito – quello dei seguaci di Roberto Vannacci – tanto da gonfiare le voci di una scissione. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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Leggi il mio articolo per barbadillo.it! Il Bipolarismo come “semplificazione forzata del reale, nella quale la dialettica viene sostituita dall’antagonismo permanente. In questo quadro, la politica rinuncia alla propria funzione di governo della complessità per trasf facebook
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