Il canto come mezzo il teatro come fine | Bruno Taddia interprete ideale a Montpellier
All’opera i cantanti possono essere anche considerati un male necessario, ed è stato autorevolmente sostenuto che la loro difficoltà a ragionare derivi dal fatto che al posto del cervello hanno la cassa di risonanza della voce. Però quando capita che un cantante si riveli un artista, allora ti riconcili con la categoria e pensi che il tuo girovagare per tutto l’universo e in altri siti operistici abbia ancora un senso. Mi è toccato andare a Montpellier per sentire e vedere il Falstaff che ho sempre avuto in mente e che sono quasi sicuro che avesse in mente anche Verdi. Si chiama Bruno Taddia e, dopo due rinvii per Covid, ha finalmente interpretato l’ex pancione in uno spettacolo che, fra molte trovate più o meno giuste (ma con maggioranza delle prime), ha anche deciccionizzato sir John. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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