Mazzantini racconta | Penso ancora alla morte di Ceccotti all’Inter mandai a quel paese Ronaldo Vi dico il mio maggior rimpianto
Undici operazioni, una spalla rotta da una finta di Baggio, un pugno a un celerino e un incidente stradale che ha chiuso una carriera fatta di coraggio e “tigna”. Andrea Mazzantini, portiere di Inter, Perugia e Siena, si racconta a La Gazzetta dello Sport. LA SUA FILOSOFIA – «Ciò che non ti uccide ti rende più forte. L’ho imparato a suon di costole e sterni rotti. Per dieci anni mi sono tuffato a sinistra usando due mani, mai una. Colpa di Baggio. A causa di una sua finta mi ruppi la cuffia dei rotatori della spalla. Era il 27 ottobre 1993, Venezia-Juve di Coppa Italia. Fu la prima di undici operazioni. Ho giocato con lo sterno rotto, con una spalla a mezzo servizio e pure senza respirare. 🔗 Leggi su Calcionews24.com

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