Tre vite spezzate dai nazifascisti | inaugurate a Brescia nuove pietre d’inciampo
Brescia, 14 gennaio 2026 – Aveva pedalato da Remedello, dove era sfollata con la famiglia, al Garda, dove era la sede della Rsi, per chiedere al Duce di liberare il figlio, Giacomo Cazzago, arrestato per la sua attività antifascista. Il Duce rispose a Maria di tornare a casa, che avrebbe trovato suo figlio. Giacomo, invece, a casa non tornerà mai: deportato a Dachau, morì nel campo di concentramento il 21 marzo del 1945, a pochi giorni dalla Liberazione. La sua storia è stata ricordata dagli studenti e dalle studentesse del Lunardi in occasione della posa della pietra d’inciampo dedicata a Cazzago, posta sulla soglia della casa, in piazzale Garibaldi, da cui fu strappato. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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Aggiornamenti e notizie su Tre vite
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