L’occidente è fragile i suoi nemici di più Il sogno del colpo all' Iran fa parte di una fotografia più grande
L’Occidente si trova in una posizione di fragilità crescente, mentre i suoi avversari rafforzano le proprie posizioni. Le tensioni in Medio Oriente riflettono un quadro complesso, dove i cambiamenti geopolitici si intrecciano con strategie di potere più ampie. Tra annunci di aiuti e previsioni di crisi, la regione si prepara a nuovi sviluppi che potrebbero influenzare l’equilibrio internazionale e le alleanze storiche.
Donald Trump dice che gli aiuti sono in arrivo, Friedrich Merz dice che il regime iraniano è a un passo dal tracollo, Israele osserva con interesse il rovesciamento improvviso del fronte mediorientale, un fronte dove fino a qualche mese fa a essere assediato sembrava lo stato ebraico e in cui oggi a essere assediato è il nemico giurato di Israele, ovvero l’Iran. E più passa il tempo e più gli scricchiolii profondi, necessari, formidabili del regime degli ayatollah sono lì di fronte a noi a testimoniare la presenza di una svolta che non riguarda solo l’Iran ma un pezzo di mondo che spesso ci rifiutiamo di vedere. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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