L’imam Baya predicatore di odio e testimonial del no Serve altro per stare dall’altra parte?

L’imam Baya, noto predicatore di contenuti controversi, si schiera contro la riforma della giustizia, diventando un nuovo testimonial del fronte del no. La sua presenza nelle campagne referendarie solleva interrogativi sull’influenza di figure pubbliche con posizioni estreme nel dibattito pubblico. È importante analizzare attentamente il ruolo di tali testimonial e il loro impatto sulla trasparenza e sull’informazione riguardo a un tema di rilevanza nazionale.

L’esercito rabbioso dei no alla riforma della giustizia può contare su un nuovo testimonial per la sua campagna referedaria. Non proprio un fine giurista. Parliamo dell’imam Brahim Baya, portavoce della comunità musulmana di Torino. In vista del referendum di marzo il predicatore di odio, noto per le sue posizioni filo Hamas, invita a votare no. L’appello agli amici islamici circola attraverso un video nel quale spara ad alzo zero anche contro il governo Meloni e i giornali di destra che alimenterebbero un clima di islamofobia. L’imam Brahim Baya invita i musulmani a votare no. Ben ammaestrato il predicatore accusa la premier di non rispettare la “separazione dei poteri”  per le sue parole sull’imam Shahin pronunciate nella conferenza stampa di inizio anno. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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© Secoloditalia.it - L’imam Baya predicatore di odio e testimonial del no. Serve altro per stare dall’altra parte?

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