Ci aspettiamo che qualcuno del Comune di Crans-Montana venga indagato | il dubbio è che ci sia qualcosa che non ha voluto funzionare | così il padre di uno dei feriti

Il padre di uno dei feriti nel recente incidente a Crans-Montana esprime dubbi sull’efficienza delle procedure e si aspetta un’indagine ufficiale. Parla di un intervento che ha permesso di salvare alcuni ragazzi, descrivendo l’accaduto come un “inferno” e riconoscendo l’intervento di un “angelo” che li ha aiutati. La situazione solleva interrogativi sulla gestione dell’incidente e sulla responsabilità delle autorità locali.

“Quei ragazzi sono scesi nell’inferno e c’è stato un angelo che li ha scelti a caso e li ha tirati fuori. È grave che dopo 12 giorni non c’è neanche un indagato nel comune di Crans-Montana”. A parlare è Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei giovani rimasti feriti nella strage del bar “Le Constellation”, dove la notte di Capodanno è esploso un incendio che ha tolto la vita ad almeno 40 persone, molte delle quali giovanissime. Intervistato a Quarta Repubblica, l’uomo ha raccontato ciò che suo figlio e tutti gli altri feriti stanno vivendo in questo momento. Al programma condotto da Nicola Porro, in onda lunedì 12 gennaio su Rete 4, Marcucci ha spiegato anche ciò che lui, insieme alle altre famiglie, si aspetta sul fronte giudiziario, in cui, al momento, risultano indagati i coniugi Moretti, gestori de “Le Constellation”, con l’accusa di omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali colpose: “Conosciamo i visi delle due persone che sono state le principali artefici di questo dramma, ma non abbiamo le facce dei responsabili del comune preposti ai controlli. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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