Tutti festeggiano ma nessuno ringrazia la persona che ha reso possibile tutto questo L’ipocrisia italiana è tutta qui
Dietro le celebrazioni italiane spesso si nasconde una mancanza di riconoscenza verso chi contribuisce realmente al successo. Con la recente libertà di Trentini, ci troviamo di fronte a un quadro di convenevoli e parole di circostanza, più che di autentico apprezzamento. Questa dinamica riflette una parte della cultura italiana, fatta di formalità e ipocrisia, che spesso prevale sull’autenticità dei sentimenti.
Adesso che Trentini è libero, l’Italia si si è subito trasformata in una gigantesca sala ricevimenti: sorrisetti, dichiarazioni, “che bella notizia”, “una giornata importante”, “grande gioco di squadra”. Tutto molto nazionale-popolare, tutto molto pulito e compatto. Ma nel momento in cui bisogna dire come e perché questa liberazione è diventata possibile, all’improvviso tutti perdono la memoria. Si festeggia il risultato ma si nasconde il fattore determinante: qualcuno ha ribaltato Maduro dalla sedia. Quel qualcuno ha un nome e lo conosciamo tutti: Donald Trump. Siccome in Italia siamo campioni mondiali del non detto, tocca metterla così, nuda e cruda: se Trump non avesse prelevato Maduro e portato la questione venezuelana direttamente sul tavolo americano, oggi Trentini non sarebbe affacciato dalla balconata dell’ambasciata, ma ancora dentro una prigione sudamericana a contare i giorni. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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