Dopo la diagnosi di un tumore come stare nel tempo che rimane? La psiconcologa Gabriella Pravettoni | Gli eventi traumatici ci insegnano che se è oggi che ci siamo e che siamo in salute allora è oggi che dobbiamo allargare la nostra esistenza
Dice il proverbio che un mare calmo non ha mai fatto un bravo marinaio. Dice il nostro istinto vitale che di imparare da certe tempeste faremmo volentieri a meno. Lì in mezzo, tra il destino e la scelta, c’è la vita. Che continua a essere vita anche quando la travolge il fortunale di una diagnosi il cui vento forte butta all’aria tutto: certezze, sogni, relazioni. «Una vita diversa, certo, ma non per questo peggiore». A dirlo è Gabriella Pravettoni, psiconcologa presso lo Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia, e docente all’Università Statale di Milano. «Cinquant’anni fa, quando è nata, la psiconcologia era un supporto al fine vita perché allora di tumore si moriva e basta. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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