Dalle rotte ai campi di sterminio la Libia analizzata da al Ghwell
La Libia, tradizionalmente considerata un crocevia tra Africa e Europa, sta attraversando un cambiamento significativo. Sempre più spesso, il paese si configura come destinazione finale piuttosto che semplice passaggio. Questa evoluzione ha implicazioni importanti per la stabilità regionale e le dinamiche migratorie, richiedendo un’analisi approfondita delle sue complesse realtà politiche, sociali e umanitarie.
La Libia non funziona più come spazio di transito tra l’Africa e l’Europa. È diventata un punto di arrivo. Per decine di migliaia di migranti e rifugiati ogni anno, la Libia è il luogo dove i viaggi si arrestano, i corpi si accumulano e la sopravvivenza diventa una questione di brutali calcoli di riscatto. Ciò che è emerso va oltre gli abusi sommessi lungo le rotte migratorie: è un sistema che trae profitto dalla cattività e, sempre più spesso, dalla morte stessa. La scoperta, all’inizio del 2025, di fosse comuni nei pressi di Jikharra e Kufra, contenenti almeno 93 corpi mutilati di migranti, non ha rivelato un crimine nascosto. 🔗 Leggi su Formiche.net

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