Io sono Renee cresce la protesta in tutti gli Usa contro l’ICE e la versione di Kristi Noem di terrorismo interno

A tre giorni dalle proteste nate dopo l’uccisione di Renee Good a Minneapolis, la tensione si estende negli Stati Uniti. Manifestanti denunciano l’operato dell’ICE e criticano le dichiarazioni di Kristi Noem, che definisce eventi come atti di “terrorismo interno”. In diverse città, le piazze si mobilitano per chiedere giustizia e maggiore trasparenza nelle azioni delle forze federali.

Roma, 10 gennaio 2026 - Terzo giorno di proteste per l'uccisione di Renee Good a Minneapolis da parte di un agente dell'immigrazione ICE, a cui si è aggiunto il ferimento di due persone a Portland, Luis David Nico Moncada e Yorlenys Betzabeth Zambrano-Contreras, sempre da parte dei federali. Previste oltre mille proteste in tutti gli Stati Uniti, da Honolulu al Maine, questo fine settimana. Lo slogan sarà slogan 'Io sono Renee'. "Questo fine settimana, persone da tutto il Paese si riuniranno non solo per piangere le vite spezzate dalla violenza dell'Ice, ma anche per denunciare un modello di soprusi che ha distrutto famiglie e terrorizzato le nostre comunità", ha dichiarato Leah Greenberg, co-direttrice di Indivisible, una delle organizzazioni promotrici del 'Weekend per l'eliminazione dell'Immigration and Customs Enforcement'. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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© Quotidiano.net - “Io sono Renee”, cresce la protesta in tutti gli Usa contro l’ICE e la versione di Kristi Noem di “terrorismo interno”

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