Tre novità nelle proteste in Iran
A chi bisogna credere? Al presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha chiesto “massimo ritegno”, “dialogo” e “attenzione alle rivendicazioni del popolo”? O alla guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che denuncia “la mano del nemico” dietro i manifestanti e i loro slogan contro l’Iran e l’islam? La struttura del potere nel paese insegna che è la guida suprema a dettare il tono, anche perché comanda i Guardiani della rivoluzione islamica, incaricati della repressione. Il 9 gennaio, dodici giorni dopo l’inizio delle manifestazioni che hanno coinvolto buona parte del paese, il bilancio è di 45 morti, secondo un’ong per la difesa dei diritti umani. 🔗 Leggi su Internazionale.it

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