L’Iran blocca internet nel tentativo di sedare le proteste

L’Iran ha adottato misure di blackout di internet nel tentativo di limitare la diffusione delle proteste in corso. Questa decisione mira a controllare le comunicazioni e a ridurre l’organizzazione delle manifestazioni, creando un impatto sulla libertà di accesso alle informazioni nel Paese. La situazione evidenzia le tensioni tra le autorità e la popolazione in un contesto di crescente mobilitazione sociale.

L’Iran ha imposto un blackout di internet nel Paese nel tentativo di soffocare le vaste proteste contro il regime. La rete è stata deliberatamente oscurata giovedì sera, attorno alle 19 italiane secondo i dati di Cloudflare Radar, dopo una giornata di grosse manifestazioni in decine di città. Per le autorità iraniane, spegnere internet serve a impedire il coordinamento delle piazze e a isolare l’Iran dal resto del mondo. Spesso serve anche a coprire la repressione violenta. Nel novembre 2019, dopo un blackout simile, le forze di sicurezza uccisero oltre 200 persone in appena 48 ore. Secondo l’ong Iran Human Rights, finora le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 45 manifestanti, tra cui otto bambini. 🔗 Leggi su Lettera43.it

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