Libertà o sottomissione la scelta dell’Ucraina
Non parlo come vittima né come simbolo. Parlo come medico militare, come fondatrice del corpo di evacuazione volontario “Gli Angeli di Taira” e come ex prigioniera di guerra. Sono sopravvissuta alle prigioni russe per poter raccontare la verità. Quello che ho visto e vissuto non è un film dell’orrore: è la realtà quotidiana di migliaia di ucraini. Nelle celle sotterranee di Mariupol e Donetsk la libertà si riduce a una scelta primitiva: sottomissione o morte. I miei compagni cadevano uno dopo l’altro, spegnendosi davanti ai miei occhi. Ho visto corpi svuotarsi di vita, ho visto persone torturate con metodi medievali nel cuore del ventunesimo secolo. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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