Armi proibite a casa del prete

Nel 1832, mentre la Romagna pontificia usciva faticosamente dalle convulsioni dei moti del 1831, la questione del possesso delle armi divenne uno dei punti più sensibili del rapporto fra popolazione locale e autorità. Due episodi, apparentemente minori ma ben documentati dalle carte della Polizia provinciale, ci permettono di osservare da vicino il clima di sospetto, paura e controllo che si respirava allora a Forlì e nel suo territorio. Entrambi i casi appaiono più curiosi giacché, sebbene si tratti di vicende piuttosto diverse, riguardano entrambi due sacerdoti. La prima storia riguarda don Andrea Prati, parroco di Magliano. In ossequio alla “sovrana disposizione”, egli aveva depositato presso il Comando di Piazza di Forlì una carabina che, come dichiara senza reticenze, da oltre trent’anni teneva “a diffesa della propria casa”. 🔗 Leggi su Forlitoday.it

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