L’Iran spegne internet e prepara la repressione | ma così il regime accelera solo la propria fine
In Iran, le proteste continuano a crescere, mentre il governo ricorre alla sospensione di internet e a misure repressive. Questa strategia, volta a limitare l'informazione, rischia di accelerare il processo di isolamento e instabilità del regime. La situazione si evolve in un contesto complesso, dove le dinamiche di protesta e repressione si intrecciano, segnando un punto di svolta nella crisi politica del paese.
Il decimo giorno di proteste in Iran non è il giorno dopo il nono. È un altro tempo. È il momento in cui il regime smette di contare i giorni e comincia a spegnere le luci. Prima le strade, poi le parole, infine la rete. Quando internet cade in Iran non è un incidente tecnico, è una dichiarazione politica. È lo Stato che ammette di non riuscire più a governare il racconto di sé stesso. Le proteste erano partite come sempre, con una scusa economica che non era una scusa. Il rial che crolla, i prezzi che salgono, il pane che diventa un lusso. Ma al decimo giorno nessuno parla più di inflazione. Si parla di fine. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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Si parla tanto di crisi del diritto internazionale, eppure il blitz anti-Maduro è stato solo l'ultimo dei casi di violazione delle norme. Dall'Ucraina all'Iran, dalla Siria al Libano ecco dove la legge e i trattati sono stati bypassati. In gioco ci sono anche il principio di aut - facebook.com facebook
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