Che il 6 gennaio sia la fine delle feste è un’idea che la tradizione moderna ha reso familiare ma non è l’unica né la più profonda Alle radici del Natale c’è un tempo che va ben oltre l’Epifania
Il 6 gennaio segna tradizionalmente la fine delle festività, ma il vero significato del Natale va oltre l’Epifania. È un periodo che invita alla riflessione e alla riscoperta di valori profondi, radicati nella cultura e nella storia. Dopo questa data, molte case tornano alla normalità, smontando decorazioni e spegnendo luci, segnando il passaggio da un momento di festa a un nuovo inizio.

O gni anno, dopo l’Epifania, la stessa scena si ripete in milioni di case: scatole di addobbi aperte, luci spente, alberi smontati. Game over. Ma siamo sicuri che il Natale finisca davvero lì? Spoiler: non è detto. Se, infatti, si guarda oltre alla praticità, scorrendo le diverse tradizioni, ci si accorge che il 6 gennaio non è la data canonica per dire addio all’albero e al presepe. Quella che molti considerano la fine del Natale è in realtà una comodità moderna, più legata alla fine delle vacanze e al ritorno alla routine quotidiana che al vero e proprio rito religioso o popolare. Le tradizioni dell’Epifania in Europa, dai Re Magi spagnoli alle processioni islandesi X Leggi anche › Alberi di Natale da sogno, cercando ispirazione nei grandi hotel Via l’albero con l’Epifania? Non sempre. 🔗 Leggi su Iodonna.it
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