È rientrato nel bar per salvare un’amica Lui non c’è più lei si è salvata Parla lo zio di Achille Barosi morto nella strage di Crans-Montana

Lo zio di Achille Barosi ricorda il gesto di coraggio di un ragazzo che, rientrato nel bar per salvare un’amica, ha perso la vita. Achille non ce l’ha fatta, ma altri sono riusciti a scappare e a mettere in salvo altre persone. Questa vicenda evidenzia il valore di atti di altruismo e il dolore di una perdita improvvisa, in un contesto ancora segnato dalla tragedia di Crans-Montana.

C’è il gesto estremo di chi torna indietro per salvare un’amica. E c’è chi riesce a scappare, lancia l’allarme, salva altri ragazzi, ma oggi non sa ancora che alcuni dei suoi amici sono morti. Ci sono storie che restituiscono il volto più umano e straziante della tragedia di Crans-Montana, dove l’incendio nel locale “Le Constellation” ha ucciso 40 persone, tra cui sei italiani. «Era riuscito a uscire senza un solo graffio. È tornato lì dentro in un gesto estremo di generosità che non gli ha dato scampo». A parlare al Corriere della Sera è Michele Rescigno, zio di Achille Barosi, il liceale milanese di 16 anni morto nel rogo. 🔗 Leggi su Open.onlineImmagine generica

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“Mio nipote Achille rientrato nel bar di Crans per salvare un’amica, è morto per generosità”.

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