La nuova legge della classifica | non conta che una canzone sia amata ma che sia stata lasciata scorrere

La recente normativa sulla classifica musicale ha rivoluzionato il modo di valutare le canzoni: ora non basta che siano apprezzate, ma è importante che siano ascoltate senza interruzioni. Questa trasformazione ha portato a un nuovo rapporto tra musica e competizione, dove i concetti di successo e ascolto si sono fusi, rendendo difficile distinguerli. Un cambiamento che riflette le nuove dinamiche del consumo musicale e il ruolo delle classifiche nella percezione del successo.

A un certo punto i concetti di “musica” e di “classifica”, ovvero di “competizione” – apparentemente estranei l’un l’altro – sono diventati così strettamente connessi da sovrapporsi e divenire indistinguibili. Cosa li ha avvinti in questo abbraccio? Il business, l’industrializzazione, il commercio e il consumo sono divenuti essenza del discorso, surclassando il valore, la qualità, l’estetica. E la musica si è abituata a essere messa in classifica, sia pure con il corredo di variabili condizioni imposte dal cambiamento dei modi di quel consumo. Perché la classifica dev’essere per definizione un terminale amorfo, un effetto e non una causa, una spugna che assorbe la linfa del tempo, di ogni tempo diverso. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

la nuova legge della classifica non conta che una canzone sia amata ma che sia stata lasciata scorrere

© Ilfoglio.it - La nuova legge della classifica: non conta che una canzone sia amata, ma che sia stata “lasciata scorrere”

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